Scienza e meditazione
Chiunque abbia intrapreso un percorso di miglioramento, ha a disposizione uno straordinario strumento di crescita personale: la meditazione.
Si tratta di un’esperienza che può aiutarci ad entrare in contatto con il nostro io più autentico: il nostro Stato Naturale.
Raggiungere questo stato significa anche raggiungere felicità e saggezza.
La meditazione in oriente esiste da millenni, ma si è diffusa nel mondo occidentale piuttosto di recente.
L’avvicinamento è cominciato negli anni ’60, in cui la ribellione verso la società ha portato ad esplorare le culture orientali, anche se, inizialmente, senza capirne molto.
Le vere sperimentazioni meditative sono cominciate negli anni ’70, e con queste anche le prime misurazioni scientifiche dei suoi effetti sul cervello.
Questo, in realtà, è un errore molto “scientifico” e molto occidentale.
Pensare di capire cosa succede dentro la mente misurando quello che succede nel cervello vuol dire confondere il piano fisiologico con quello della coscienza interiore.
Ciò detto, andare a vedere cosa succede al cervello durante la meditazione è piuttosto interessante.
Il nostro cervello è diviso in emisfero destro, sede dell’intuizione e del pensiero creativo, ed emisfero sinistro, sede del pensiero razionale.
Di solito c’è sempre uno dei due che prevale, anche se l’ideale è che siano in equilibrio.
Grazie all’elettroencefalogramma, gli scienziati hanno scoperto che il cervello ha 4 frequenze:
1) le onde Beta
Sono le onde dello stato in cui siamo svegli e lucidi.
Sono le più veloci, ma non necessariamente le più desiderabili.
Anzi.
Corrispondono alla predominanza dell’emisfero sinistro e allo stato nervoso, teso, deconcentrato della maggior parte delle persone da sveglie.
2) le onde Alfa
Sono onde più lente e più ampie e corrispondono allo stato di concentrazione, di rilassamento, a volte anche di sonnolenza leggera.
Con la meditazione, le onde cerebrali rallentano e si sperimenta contemporaneamente sia un grande rilassamento che la consapevolezza di sé.
Inoltre, secondo gli scienziati, meditare crea nuove vie neuronali, molto spesso vie di comunicazione tra l’emisfero destro e quello sinistro.
3) le onde Teta
Come la meditazione diventa più profonda, la frequenza delle onde si abbassa ancora.
Queste onde sono legate al sonno, ai sogni, ma anche alla creatività e all’intuizione, alla comprensione profonda delle cose.
Chi medita però non dorme!
Anche se le onde sono più lente, lo stato di contemporanea consapevolezza e presenza a sé si fonde con questo rilassamento sempre più profondo.
4) le onde Delta
La frequenza delle onde cerebrali di questa fase è la più lenta di tutte.
Queste sono le onde del sonno profondo.
Nella meditazione, però, il rilassamento e la consapevolezza diventano ancora più profondi. La mente è sempre più stabile, solida, potente.
Si immagina che anche le esperienze ascetiche più profonde avvengano in questo stato.
La scienza ci dice che in questo stato si produce la DHEA, un ormone che combatte lo stress, ringiovanisce, produce forza vitale e resistenza alle malattie.
Se la scienza arriva sin qui, immagina cos’è vivere questa esperienza in prima persona!
In bocca al lupo per tutto quello che ti sta a cuore,
Italo Cillo
http://www.Miglioriamo.it/saggezza
02 ott 2009


C’è anche un libro, “Neurofisiologia della illuminazione” di Robert Keith Wallace.
La meditazione è uno “strumento” potentissimo,sono d’accordo.Per essere efficace va fatta giornalmente e senza “sforzare”.
penso che un’ottimo punto di partenza,comunque,sia la ricerca di un certo”silenzio della mente”ovvero il cessare di quell’incessante chiacchierio gratuito e meccanico.I presupposti per intervenire:pazienza e perseveranza.BUON LAVORO
La meditazione è uno degli strumenti più efficaci per entrare in contatto con la parte di noi stessi più vera. Nessuno può farci male senza che noi glielo permettiamo. Se credi che venir meno a una scadenza non sia la fine del mondo o del tuo lavoro allora saprai come rilassarti”, questo per dimostrare quanto siano le nostre convinzioni a renderci vulnerabili, non i fatti in sé. Giuseppe Arena
Le librerie sono ben fornite di libri che parlano ed insegnano la meditazione quale strumento di autoguarigione, di evoluzione personale e sviluppo della coscienza; l’esperienza mi insegna che il modo più semplice e diretto per entrare in questa dimensione è la semplice attenzione: restiamo attenti a tutto ciò che facciamo e non ci sarà spazio per il”chiacchierio gratuito ” di cui parla Renzo ed entreremo in quello spazio magico in cui tutto è possibile che mi piace chiamare lo spazio del Cuore, fondamentale, però, per raggiungerlo sono la Pazienza, la Perseveranza e perchè no? anche tanto Coraggio. Buon lavoro a tutti Marina
Si……..sono daccordo con tutti voi meditatori la sadhana della meditazione ha degli effetti sorprendenti sulla mente aumenta di poco alla volta la propria energia psichica e di conseguenza la possibilità di gestire situazioni stressanti e l’umore migliora.
Buon Dharma a tutti
Sascia -Pistoia-
Be! Ragazzi io posso solo dirvi che sono stato all’ultimo incontro sulla meditazione organizzato da Italo e Francesca e vi consiglio di andarci al prossimo evento. Sono stati tre bellissimi giorni insieme a tantissime persone interessanti tanto che ho addirittura scritto un post sul mio sito.
Potete iniziare con la meditazione guidata e poi iniziare a partecipare agli incontri di Italo come ho fatto io.
Un saluto
Whoa, whoa, get out the way with that good inorfmatoin.