Come comportarsi con chi vuole avvicinarsi a un percorso spirituale.

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Meditare insieme

La meditazione è una pratica che affascina e incuriosisce e quasi tutti prima o poi ne sentono parlare.

Prima o poi potrebbe capitare che qualcuno ti chieda maggiori spiegazioni sull’insegnamento.

Ma tra questi c’è chi vuole addentrarsi maggiormente nella conoscenza intellettuale, chi ne è attratto profondamente e chi è solamente curioso.

E sta a te capire quanto valga la pena di spiegare. Continua a leggere per sapere qual è il modo migliore di comportarsi… 

Lo sviluppo personale regala giorno dopo giorno soddisfazioni e benefici in ogni area della tua vita.

Soprattutto quando comprende nel contempo l’attenzione per la propria salute, prosperità e saggezza.

Perché solo se ciascuno di questi tasselli riceve le giuste cure, la tua vita si apre a un miglioramento completo, duraturo e visibile. E ti senti pronto ad affrontare tutte le prove e le sfide di ogni giorno.

Proprio nell’ambito della saggezza è molto importante coltivare e seguire un cammino spirituale.

Come la pratica della meditazione.

Quando cominci a praticare, da solo o con un gruppo di amici spirituali, ti rendi conto di quanto questa pratica incida positivamente sulla tua vita e il tuo primo pensiero è quello di voler rendere partecipe di questa scoperta il maggior numero di parenti e amici.

Purtroppo l’approccio con le persone non è sempre lo stesso. O meglio le persone che vorresti avvicinare alla tua pratica in genere non sono tutte uguali e sta a te distinguerle e capire se valga la pena dare delle spiegazioni e fin dove puoi arrivare.

Sicuramente non è costruttivo atteggiarti a “predicatore” e cercare di “convertire” gli altri.

Prima di tutto fai una distinzione.

A volte qualcuno ha semplicemente una curiosità intellettuale superficiale di conoscere la tua pratica.

In questo caso non puoi fare altro che limitarti a spiegare in generale di cosa si tratta, senza entrare nei dettagli e senza spiegazioni troppo profonde. Che per lui/lei potrebbero risultare solo parole vuote, poco interessanti.

Ci sarà anche chi comincerà a farti domande con tono di sfida, quasi per smontare in qualche modo le tue idee e, anche in quel caso, non è produttivo entrare in “dibattiti” o parlare dell’insegnamento che segui. Anzi, porterebbe solo a una situazione perfettamente inutile, o addirittura di conflitto, che non gioverebbe né a te, né al tuo interlocutore.

Ma c’è anche chi è davvero interessato e sente una forte connessione con la spiritualità.

In quel caso, il regalo più bello che possiamo fargli è introdurlo un pochino alla pratica con qualche spiegazione, magari quella che ci sembra più utile e che ci ha aiutato a capire – più di ogni altra cosa – che quello era il percorso giusto per noi.

Dopodiché possiamo invitarlo a partecipare a un incontro dal vivo.

Questo è in molti casi decisivo perché l’atmosfera che si crea in un incontro dal vivo porta a un coinvolgimento più completo, più incisivo delle parole.

L’importante è, in ogni caso, lasciare ai tuoi interlocutori lo spazio per decidere da soli se veramente sono interessati o meno, senza imporre le tue idee e cadere in inutili discussioni. Perché, di solito, non servono a nulla :-)

In bocca al lupo, per tutto quello che ti sta a cuore,

Italo Cillo

02 lug 2010

Articoli Saggezza

10 Commenti

  1. Più si cresce in pace con sè stessi più si acquista magnetismo, gli altri lo sentono e sono loro che si avvicinano e cercano di scoprirne i segreti, Franco Di Pasquale

     
  2. Condivido pienamente quello che hai scritto in questo post, Italo, anche perché l’ho sperimentato di persona quando, anni fa, mi sono avvicinata io per la prima volta alla meditazione. Già per il solo fatto di parlarne come di una esperienza personale, suscita l’immediato interesse di chi ti sta intorno. Poi ognuno ha una reazione diversa e anch’io ho identificato i tre tipi di atteggiamenti che hai descritto.

    Ogni qual volta si parla di percorso spirituale, coaching, sviluppo o evoluzione personale è necessario tenere ben presente che se pensiamo di crescere come persone dobbiamo porre come priorità il rispetto della nostra interiorità e delle nostre emozioni e di quelle degli altri.
    Non siamo “crociati” che debbono convertire gli infedeli costi quel che costi. Quello non è un atteggiamento che mostra di aver imboccato la strada della crescita spirituale.
    Ogni persona è diversa dall’altra e questa sua diversità è una ricchezza per il mondo, va rispettata in modo totale.
    E’ una regola che nella pratica ci ho messo un po’ a imparare davvero, ma che ora applico ogni giorno, nella vita quotidiana e nel mio lavoro con i clienti che desiderano attrarre la persona giusta per loro.

     
  3. Massimiliano scrive:

    Salve, vorrei un parere riguardo ad un’ esperienza che mi è capitata e sto vivendo ancora in parte e di cui non riesco a comprendere le cause. Questa esperienza è probabilmente legata alla meditazione. Ho praticato la meditazione per oltre 4 anni dopo essermi avvicinato al buddismo perché la religione cattolica non sono mai riuscito a viverla nel migliore dei modi. Ho imparato a meditare da solo, leggendo diversi libri. Per diversi anni mi sono sentito molto bene. Ero più calmo, forse anche più felice. Avevo finalmente trovato la serenità. Poi un anno fa, in un periodo in cui ero un po’ stressato e per varie ragioni ho dovuto prendere diversi farmaci ho cominciato ad avere premonizioni, allucinazioni, a sentire delle voci di notte e sono entrato in uno stato di paranoia. Figuratevi che ho ricordato spezzoni delle mia vita passata… e indovinate chi ero? Gesu Cristo. Inoltre è come se mi si fosse aperto il terzo occhio. Nel senso che per un certo periodo vedevo all’ interno dei film, quelli che a me sembravano dei messaggi subliminari. Anche la mia percezione della musica è cambiata per un periodo. Certi brani contenuti in dei cd musicali che ho a casa li percepivo diversi, notavo delle tonalità nuove, che non avevano niente a che vedere con i ricordi che avevo riguardo a quelle canzoni. Io non bevo, non fumo, e non mi drogo. Però sono entrato in uno stato di alterazione della consapevolezza simile a quello delle persone che si fanno di LSD. Ho ricevuto persino dei messaggi dagli extraterrestri e sul 2012.
    Per due mesi ho preso psicofarmaci e quest’ anno ho fatto sei mesi di psicoterapia. La psicoterapeuta mi ha detto di abbandonare sia il buddismo che la meditazione. Adesso sto decisamente meglio, anche se non ho risolto del tutto i miei problemi, e mi sono chiesto se all’ origine dei miei problemi c’è realmente il buddismo e la meditazione. Devo dire a malincuore che a me è successo di ritrovarmi all’ interno di un incubo, e adesso sono costretto a curarmi. Ancora oggi faccio sogni stranissimi. E’ come se viaggiassi in altri mondi. Mi piacerebbe sentire l’ opinione di un esperto. Ci tengo a precisare che questo non è un attacco a chi percorre un percorso spirituale diverso da quello tradizionale, ma una sincera richiesta di aiuto.

     
  4. da molti anni mi occupo di educazione alimentare, avendo compreso, come medico partito da una formazione tradizionale, che la vera via per il consolidamento della salute parte dall’uso corretto del cibo. In questo mio percorso di crescita personale e professionale, che ha portato a rivedere totalmente la mia formazione medica, risulta imprescindibile l’approccio con il nostro essere spirituale, per poter arrivare alla “vera guarigione”. Ci si ammala non solo per carenze nutrizionali ma anche e soprattutto per carenze emozionali-energetiche…una cosa é certa, non ci si ammala per carenza di farmaci chimici!
    I miglioramenti più significativi o addirittura le guarigioni da stati patologici, li ho ottenuti con persone che hanno aperto il loro lato spirituale e che hanno avviato un dialogo con le proprie energie interiori. Non é possibile avviare tutti alla meditazione in quanto il pubblico esprime esattamente gli atteggiamenti di resistenza o di apertura descritti da Italo; anche a me é servito del tempo per riconoscere questi comportamenti e per capire fin dove spingermi nell’intento educativo…forzare la mano non porta mai a niente di buono, occorre rispettare le credenze altrui, meglio lavorare bene su alcuni per aiutarli veramente.

     
  5. A ognuno il suo tempo. Siamo tutti in evoluzione verso la stessa meta ma non tutti occupano lo stesso punto nel cammino. Qualcuno è in un punto diverso dal tuo e vede cose diverse, interpreta la realtà per quello che è il suo orizzonte attuale. Quindi potrebbe non vedere quello che vedi tu. E’ giusto non tentare nemmeno di convincerlo che ci sono altri panorami, altre realtà, perchè quello che vede è quello che la sua anima in questo momento ha deciso per lui.
    Eppoi qui è evidente la legge di attrazione in azione: il simile attrae il simile. Chi è simile a te, o ti è comunque animicamente molto vicino, non farà fatica ad accogliere quello che tu gli proponi.

     
  6. Grazie Italo, la tua spiegazione è molto utile! Ti abbraccio.
    Hadraniel

     
  7. La meditazione è molto utile per scoprire se stessi e vedere parti di se che magari non si riscontrano nella vita di tutti i giorni.

    E’ anche uno dei modi per riconnettersi con la parte più intima di se stessi, la parte divina che c’è in noi e che con le giuste tecniche si può arrivare a risvegliare poteri che sono in noi in fase latente.

    Oltretutto più si medita, più si calma la mente e più si vibra in maniera positiva e quindi si è in uno stato vibrazionale che ci aiuta ad attirare quello che vogliamo.

    Un caloroso saluto

    Marco Ferraro

     
  8. Ciao Italo, io faccio meditazione quando mi sento nervoso o inizio a soffermarmi troppo su pensieri negativi. Meditare mi è di grande aiuto in quanto concentrandomi solo su me stesso riesco a demolire i pensieri limitanti sostituendoli con nuovi pensieri positivi e potenzianti. La mia è un tipo di meditazione personalizzata, non ho mai seguito un corso e non assumo nessuna posizione tipica, sto semplicemetne seduto comodamente su una sedia all’aperto e incomincio a riflettere in silenzio. Di sicuro ho ancora molto da imparare in merito a questo argomento! Grazie per i consigli…

    Luigi

     
  9. Si, ogni individuo, secondo il suo livello di evoluzione personale,troverà la sua pratica meditativa adatta per il suo sviluppo. La meditazione rappresenta il primo passo per ritrovare l’armonia perduta. Lo scopo è quello di acquietare il corpo per ottenere uno stato di tranquillità ed equilibrio.

    Con amore

    Giuseppe Arena

     
  10. CARO MASSIMILIANO,
    pratico meditazione, all’interno della tradizione buddhista tibetana, da venti anni, e ho guidato centinaia di amici e studenti a fare altrettanto: MAI trovato – finora – uno che abbia avuto allucinazioni o disturbi della percezione, né tanto meno, che si sia visto in una vita passata come Gesù Cristo.
    Fermo restando che, a mio parere, i tuoi problemi non sono stati CAUSATI dalla meditazione, normalmente SCONSIGLIO il fai-da-te nel campo della meditazione.
    Suggerisco sempre di praticare con la guida di un insegnante qualificato e all’interno di una “solida” tradizione spirituale.
    E’ anche importante praticare senza troppe fissazioni su se stessi, ma pensando soprattutto al beneficio di tutti gli esseri viventi.
    Buon proseguimento del tuo percorso!
    Italo.

     

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