Alcuni comuni fraintendimenti sull’aiutare gli altri.

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Aiutare gli altri

Essere altruista significa aiutare sempre e comunque, anche chi non vuole essere aiutato e assecondando chi sta facendo qualcosa di male?

Assolutamente no.

Oggi chiarirò alcuni fraintendimenti comuni che riguardano l’intenzione altruistica.

Innanzitutto occorre precisare che, nella tua crescita personale e spirituale, il bene degli altri e la felicità di tutti gli esseri viventi è uno degli aspetti più importanti.

Infatti ogni sentiero spirituale, e ogni percorso di meditazione, può essere riassunto nello slogan: “migliorare se stessi per essere di beneficio agli altri”.

“Donare agli altri” (per primi, senza aspettarsi nulla in cambio) si può considerare la vera e propria essenza di ogni autentico insegnamento spirituale.

E si può donare agli altri in svariati modi: con aiuto materiale, con il volontariato, con parole di conforto, proteggendo dalle paure, donando conoscenza.

Questo insegnamento è quanto di più utile ci possa essere per se stessi e per gli altri. Purtroppo, però, è ampiamente frainteso.

Qualcuno pensa che aiutare gli altri significhi aiutarli per forza e a ogni costo. Anche quelli che non vogliono essere aiutati.

Niente di più sbagliato.

Questo insegnamento, infatti, non vuole spingerci ad assecondare i capricci degli altri, né a renderci disponibili incondizionatamente.

Molte volte le persone hanno bisogno di sbagliare, anche più volte, di sbattere la testa personalmente per capire qualcosa e non farlo più. Molte volte le persone devono essere abbandonate a se stesse, affinché possano imparare dai propri errori.

Come a volte bisogna lasciare che i figli si comportino male o sbaglino, perché imparino una lezione importante per la propria vita, allo stesso modo bisogna comportarsi con gli amici, i colleghi e le altre persone con cui abbiamo a che fare nella nostra vita.

Quindi se stiamo assecondando qualcuno nei suoi capricci, dobbiamo comprendere che questo può essere non solo inutile, ma addirittura controproducente per quella persona.

Allo stesso modo, non dobbiamo assecondare le azioni nocive degli altri. Ma dobbiamo bloccarle, fermare chi sta facendo qualcosa di male.

Quando impariamo a “lasciar andare”, guadagniamo spazio ed energia preziosa e ci avviciniamo alla saggezza vera e propria. E quando diventiamo più saggi, quell’energia si libera nelle altre aree della nostra vita, ad esempio nella nostra pratica.

L’altro mito da sfatare riguarda il rendersi accessibili a tutti e in ogni momento.

Anche questo è sbagliato.

Quando sei un praticante e coltivi una forte motivazione altruistica, non vuol dire che ti metti in ogni momento a disposizione di tutti. Sia perché è impossibile farlo (devi inevitabilmente fare una selezione) sia perché hai anche la tua vita e la tua realizzazione da coltivare.

Quindi devi imparare a proteggere il tuo tempo, il tuo spazio, le tue priorità. Se è necessario, crea anche delle vere e proprie barriere verso gli altri. Fai capire che il tuo tempo è prezioso.

Questo non significa che non devi dedicare il giusto tempo alle altre persone ma, semplicemente, che devi trovare un equilibrio e pensare anche a realizzare ciò che ti sta a cuore, senza sentirti in colpa perché non riesci ad accontentare tutti.

La compassione, l’amore, l’altruismo e l’equanimità diventano davvero potenti se mostri forza, saggezza e capacità di fare del bene proteggendo i tuoi spazi.

In bocca al lupo, per tutto quello che ti sta a cuore,

Italo Cillo

06 ago 2010

Articoli Saggezza

20 Commenti

  1. Ciao Italo,
    oggi devo dire che hai fatto un insegnamento da 100 e lode, ma che dico, 1000 e lode.

    Importantissimo ciò che dici sull’aiutare il prossimo, ma solamente se sono disposti ad accettare l’aiuto e allontanarsi da loro, quando invece vogliono essere lasciati soli.

    Non desiderano essere aiutati perché giustamente devono percorrere una cammino di nuove esperienze, conoscenze che ora non non hanno.

    Questo succede anche nel nostro lavoro. A volte si cerca di seguire le istruzioni per fare meglio la propria attività, ma altre volte si vuol fare di testa propria, per poi trovarti in una strada che non si rivela quella attesa.

    Buona giornata.
    Giuseppe

     
  2. Aiutare chi non vuole essere aiutato è un atto di prepotenza e di presunzione, spesso frutto di un eccessivo bisogno di “importanza” e di amore: ognuno ha il diritto di vivere la propria vita come vuole. E poi chi dice che quel che abbiamo da dargli e da dirgli in quel momento sia davvero bene per lui/lei?
    A questo proposito penso ai miei clienti che desiderano attrarre la persona giusta per loro: alcuni di loro hanno avuto storie d’amore finite male proprio perché assumevano con il partner l’atteggiamento dell’”io ti salvero’”. Pretendevano di sapere che cosa fosse giusto per l’altro/a e, peggio ancora, di imporglielo.

    Quanto al proteggere i propri spazi e il proprio tempo: come puoi dare agli altri se non dài prima di tutto a te stesso?

     
  3. Ciò che tu dici qui, lo sperimentiamo, mi sembra, soprattutto noi donne.
    Abbiamo “imparato” in famiglia e nella società che ci “comportiamo bene” se accogliamo sempre e comunque le richieste altrui.
    E spesso restiamo senza tenpo né forze per noi.
    Per non parlare poi di quando gli altri, che abbiamo aiutato, si lamentano che non è abbastanza o che abbiamo sbagliato qualcosa.
    C’è di che esaurirsi e deprimersi.

    Però l’abbiamo permesso noi.

    Dobbiamo acquisire nuove abitudini e rispettarci.

    Non abbiamo “colpa”, se ci lasciamo spremere come limoni.

    La buona notizia è che abbiamo solo fatto nostra una mentalità sbagliata, che si può e si deve cambiare, a vantaggio nostro e di tutti.

     
  4. Penso che aiutare gli altri sia troppo bello, però evvero alcuni fraintendontono questo e lo prendono come un qualcosa per poi chiedere un piacere…
    Ormai è andato “fuori moda” essere gentili che non viene visto di ben occhio.

    A presto

     
  5. Bisogna stare attenti a voler aiutare gli altri a tutti i costi,si rischia anche di cadere nella trappola del voler cambiare gli altri e questo accade soprattutto se sono persone a cui vuoi molto bene.
    Bisogna anche essere prondi a ricevere l’aiuto degli,fermo restando che aiutare chi è in difficoltà è un atto nobile ,d’amore e che deve esistere.

    Namastè

    Marco

     
  6. Condivido pienamente,anche se , soprattutto con i figli,mi sono lacerata la mente e il cuore!Ora si sono ripresi ma posso dire che io ho vissuto 4 vite, la mia e quella di loro 3.
    Grazie,ciao!

     
  7. Condivido pienamente,anche se , soprattutto con i figli,mi sono lacerata la mente e il cuore!Ora si sono ripresi ma posso dire che io ho vissuto 4 vite, la mia e quella di loro 3.
    Grazie,ciao!
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  8. il sito esiste, con Virgilio lo trovi subito

     
  9. Grazie Italo, stai diventando il faro nella mia vita, mi stai aiutando nella mia crescita personale ed anche finanziariamante, non so davvero come ringraziarti

     
  10. Io ho raggiunto questa conclusione: ho sempre aiutato chi ho amato incondizionatamente, prodigandomi, togliendo molto a me stessa – ma adesso non lo faccio più, mi sono messa dei limiti – perchè qualsiasi cosa si possa fare o dire – NON POSSIAMO FARE LA FELICITA’ DI NESSUNO – NOI PER PRIMI LA DOBBIAMO VOLERE – solo in questo caso gli altri ci possono essere di aiuto. ciao Italo

     
  11. Claudio Vescovi scrive:

    Sono pienamente d’accordo con quanto scritto. Il tutto può essere sintetizzato nell’antico proverbio (di cui non conosco l’origine) che dice: “Il maestro arriva solo quando l’allievo è pronto”. Puoi donare tutto quello che vuoi, se dall’altra parte non ci sono le condizioni per accogliere, il tempo e le risorse impiegate saranno letteralmente buttate al vento. E’ meglio aiutare chi è pronto a ricevere l’aiuto, non chi non lo è.

     
  12. Roberta ASHAN scrive:

    Se si aiuta troppo, evidentemente c’e una ferita dietro che va trovata, osservata e risolta, e’ un pro-
    blema culturale, proprio dei paesi latini ed una distorsione del vero concetto cristiano. Queste ferite
    dell’ Anima, spesso dovute al non soddisfacimento dei bisogni fondamentali nell’ infanzia, vuoi il
    mancato riconoscimento e supporto, mancato accoglimento ed esclusione, restano sepolte e riemer-
    gono a sorpresa. Risolverle e’ molto doloroso, e’ un processo lungo, ma trasformarsi si puo’, siamo
    qui sulla Terra proprio per sbagliare, superare, trasformare, correggersi ed evolvere. Proprio come
    le foglie del The’ che danno un altro sapore all’ acqua bollente. Grazie Italo, 110 cum laude! E bacio accademico.

     
  13. Splendido articolo Italo. Apprezzo sempre molto ciò che scrivi, ma questo volta voglio esprimerti in modo particolare il mio ringraziamento per il tempo che dedichi a queste pillole di saggezza. Continua così ;-)

     
  14. Amare il prossimo è molto importante per raggiungre la vera felicità. Dare incondizionatamente ci rende persone altriste e amabili…ovviamente come hai scritto nell’articolo non bisogna insistere se dall’altra parte troviamo ostilità e presunzione.
    Non serve “dare perle ai porci”! se alcune persone non apprezzano gli sforzi e le buone azioni che facciamo per aiutarli meglionon insistere e rivolgerci a chi ci apprezza e ci stima.
    Ottimo articolo Italo!

     
  15. Maria Stella scrive:

    Si, caro Italo, la cose che hai detto in questo articolo sono vere e andrebbero meditate, perchè troppo spesso ci si sbaglia e si fa del “buonismo” nei rapporti con gli altri. Aiutare, stare dietro ad una persona che dice di avere bisogno ma che in realtà cerca di nascondere la propria intenzione di lasciarsi andare e di non metterci niente del suo, di appoggiarsi solo agli altri senza impegnarsi ad aiutarsi un pò da solo, è un altro aspetto di ciò che dici tu: anche in questo caso l’aiuto – anche se richiesto – non serve davvero alla persona ma la immobilizza e frena la sua evoluzione. A tuo danno, inoltre. Bisogna essere attenti,vigilare, meditare sulle cose, a volte ci si vuole sgravare la coscienza ma non va bene…

     
  16. Grazie Italo bellissimo articolo. Sai non tutti apprezzano l’aiuto che dai, e nemmeno i consigli, io penso che a questo punto non bisogna mai insistere e lasciarli fare.

     
  17. Sono pienamente d’accordo, ed è meglio un esempio di mille parole, anche con i figli, ciao

     
  18. Giandomenico scrive:

    Buongiorno a tutti!

    L’egoismo positivo, credo, sia una delle massime espressioni della maturità degli uomini.

    Grazie Italo per avercelo ricordato.

    Nel contempo credo che,si trovrebbe permettere a chi teniamo di sbagliare, fare esperienza e tesoro dei propri errori, facendogli capire perché il fallimento sia “oro colato” per ognuno di noi e come trarne insegnamento per la propria vita… E’ vero si dovrebbe fallire sul serio più spesso!

    Un abbraccio
    Giandomenico

     
  19. Ciao Italo,
    grazie per l’articolo che tratta un tema importantissimo. Personalmente ho notato che esiste ancora un’altra “trappola” nell’aiutare il prossimo che è farlo per sentirsi importanti. Se vogliamo veramente aiutare il prossimo deve venire da uno spazio interiore spontaneo, ma scoprire se lo è veramente non è sempre facile….

     
  20. Aiiutati che Dio ti aiuta dice un popolare detto, e non c’è niente di più vero anche perchè non puoi aiutare chi non vuole essere aiutato, Non puoi costringere qualcuno a fare qualcosa se non vuole.

    Quando uno è pronto e vuole ricevere l’aiuto ci sarà sempre la pesona pronta ad aiutarti, ma se non ci sappiamo perdonare e non si sappiamo aiutare noi stessi lavorando sulle nostre paure e convinzioni, quando qualcuno ci tenderà la mano la prenderemo con diffidenza perchè magari verrà da quella persona che magari considerevamo un nemico o che ci ha fatto del male.

    Quando in realtà magari c’è stato solo un fraintendimento di parole e di comprensione. Un’esempio classico è il rapporto tra genitori e figli, quanti hanno pensato che i nostri genitori ci volevano imporre il proprio volere, quanti in realtà hanno scoperto che le loro intenzioni erano solo buone che lo facevano per il nostro bene (che però era secondo le loro convinzioni)

    Quello che per te può essere un’aiuto magari per qualcun’altro può non esserlo anzi può essere soltanto un danno, tutto dipende sempre dal sistema di convinzioni che uno ha

    Comunque aiutati che Dio ti aiuta ;-)

     

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