Accettare i nostri difetti o liberarcene?
I difetti possono essere utili in qualche modo, o sono qualcosa di cui dobbiamo sempre liberarci?
È vero che, in alcuni casi, i difetti possono essere uno stimolo e la spinta per migliorarci, ma è anche vero che, di per sé, i difetti sono negativi.
La meditazione ci educa a riconoscere che tutti abbiamo dei difetti, ma piuttosto che vivere continuamente in una condizione di conflitto e rimproverarci, dobbiamo fare pace con noi stessi e accettarci per quello che siamo.
Questo è un passo importante nella nostra crescita personale.
E, allo stesso modo, dobbiamo accettare i difetti degli altri e guardarli con tolleranza e pazienza.
Ma accettare i nostri difetti significa accettarli e basta o, in alcuni casi, fare qualcosa per cambiarli?
Non a caso li chiamiamo difetti, perché ci danneggiano e la nostra vita sarebbe più piacevole se non li avessimo.
In particolare un difetto è un’energia che possediamo, che diventa dannosa quando si unisce un’emozione perturbatrice (come le fissazioni, la rabbia, l’orgoglio, l’attaccamento, la paura, la gelosia, l’invidia e così via).
E diventa fastidioso soprattutto se si sposa con le due emozioni perturbatrici più squilibranti di tutte: la rabbia e l’attaccamento.
Questi difetti, che ci portano a un modo sbagliato di pensare, parlare o comportarci, creano le cause della nostra stessa sofferenza.
Ed è in questo caso che dobbiamo fare qualcosa per cambiare e liberarcene.
Per liberarci dei difetti bisogna prima di tutto riconoscere le emozioni e le energie perturbatrici a cui sono collegati e lasciarle andare. E questo si ottiene grazie a un impegno costante nella pratica della meditazione.
Ma ci sono anche difetti che non creano disagio, cioè quelli che noi percepiamo come difetti, ma che possono costituire un nostro punto di forza.
Può essere un’inclinazione di fondo, un aspetto del carattere che, pur volendo, non riusciresti a sconfiggere, e che è collegato anche alla tua forza.
In questo caso devi cavalcare quell’energia, dominarla e andare in quella direzione, quando quel difetto non ti fa soffrire non è un difetto, ma è un insieme di risorse.
In definitiva, man mano che proseguirai nel tuo percorso riconoscerai i tuoi difetti, anche quelli di cui prima non ti accorgevi. Scoprirai che alcuni ti faranno soffrire e quindi vorrai liberartene.
Ma senza pretendere troppo da te stesso, senza cadere nell’errore di rimproverarti troppo e di non accettare il tuo carattere e le tue inclinazioni, perché questo porterebbe solo un eccessivo conflitto interiore.
In bocca al lupo, per tutto quello che ti sta a cuore,
Italo Cillo
27 ago 2010


La meditazione è un ottimo modo se non il principio base per togliere energia a ciò che ci infastidisce o ci turba particolarmente come emozioni legate alla rabbia, all’attaccamento, alla paura. Meditando, ce ne facciamo carico, le accettiamo e in questo modo le rendiamo poco per volta innoque. Diverso invece è quando, siamo eccessivamente critici e duri con noi stessi e ci piacerebbe cambiare “quello” che invece è potenzialmente una risorsa. In entrambi i casi, penso che accettare ciò che ci disturba per poi liberarcene oppure trasformarlo, ma sempre comunque con con amore, sia il passaggio migliore per crescere. Ciao
caro Italo
la meditazione é indubbiamente la via da seguire per alimentare la consapevolezza delle proprie energie interiori, delle quali fan parte anche i nostri difetti o, se vogliamo, sentimenti negativi o perturbatori.
Primo passo quindi: guardare dentro la nostra vita ogni giorno con sincera ed umile consapevolezza per vedere se essa sta diventando più triste oppure più serena.
Usando il criterio della serenità e della pace interiore come metro di riferimento, siamo in grado di “osservare” ciò che per noi é giusto ( ci fa star bene) e ciò che per noi é sbagliato ( ci fa star male, soffrire).
Una volta consapevoli di ciò, possiamo avviare un processo di trasformazione del sentimento perturbatore, lo osserviamo e lo trasformiamo in energia positiva.
Ritengo che la “trasformazione” sia il momento fondamentale, piuttosto che la “rimozione”; la repressione di un sentimento perturbante( è il caso della rabbia, della collera)lo fa infatti sempre più sprofondare nella mente inconscia, nell’oscurità, per farlo riemergere in malo modo nel momento meno opportuno.
Con ciò non intendo che si debba dar sfogo alla collera, ma che occorre osservarla quando sta per arrivare per poterla trasformare in un sentimento di compassione.
Attraverso l’amore, la gratitudine ed il perdono siamo in grado di dare il via ad ogni trasformazione; giorno dopo giorno ciò che riteniamo sbagliato lascierà il posto alle cose giuste per noi che, accumulandosi, daranno origine alla nostra vera ricchezza interiore.
un caro saluto, con gratitudine Carlo
Detto in estrema sintesi la meditazione è uno strumento eccezionale per avere maggiore consapevolezza di sé, delle proprie emozioni e dell’utilità o del danno che hanno per noi.
Ed è uno strumento la cui efficacia dipende solo da noi, senza necessità di interventi esterni.
Anche io credo che la meditazione sia davvero uno strumento efficace per metterci a nudo innanzi a noi stessi. inoltre ritengo, per esperienza che la meditazione è anche una Via entusiasmante e produttrice di libertà, in quanto con il tempo mi ha dato la possibilità di entrare in contatto con la leggerezza e con il vivere pienamente il presente. In poche parole mi ha dato la possibilità di accedere verso il Sé. Questo significa che la leggerezza si vive anche nei confronti dei propri difetti e mi sono reso conto che questi ultimi possono essere accolti e modificati senza rendersi schiavi del forzare il cambiamento.
La meditazione è molto importante e forse l’unico modo per riuscire a guardarsi meglio dentro. L’ideale è farlo senza giudizio. Non bisogna essere il boia di se stessi altrimenti si vive in continui sensi di colpa che non fanno altro che attirare altre negatività.
Una volta identificato il difetto con cui non si vuole che faccia più parte di noi è buona cosa benedirlo, non odiarlo e lasciarlo andare…
Per quelle cose che però sono talmente radicate in noi ci vuole un lavoro costante di scalpellamento per scrostare tutti quegli aggregati psichici che bloccano la nostra essenza e la nostra energia creatrice
Un caloroso saluto
Credo che essere troppo perfezionisti non serve al molto è a volte ci potrebbe ostacolare al raggiungimento della felicità che si può ottenere solo avendo un buon rapporto con se stessi e con l’ambiente che ci circonda. Ovviamente per poter avere un buon rapporto con se stessi è necessario non prendersi troppo sul serio accettando i propi difetti e guardandoli da un punto di vista “umoristico” senza farsi troppi problemi per aver sbagliato, o non fatto bene qualcosa…
In effetti credo che la meditazione può essere di grande aiuto in questo senso, perchè ci aiuta a migliorare il rapporto con noi stessi. Ottimo articolo Italio…
Meditare significa ripulire la nostra mente, per annullare tutte le energie negative che naturalmente tendiamo a raccogliere ed alimentare nella nostra quotidianità. Sono d’accordo con Carlo quando parla di un momento di trasformazione, più che di rimozione. La consapevolezza porta naturalmente al cambiamento, è parte di un percorso. Come dice Luigi, anche io credo che l’umorismo aiuti tantissimo, perché sorridere di qualcosa, come ad esempio i nostri difetti, significa alleggerirli per poi poterli soffiare via. Ho scoperto di recente il potere della meditazione, e sono molto contenta di avere questo potente strumento a mia disposizione.
Se la meditazione non irradia amore, c’è qualcosa da migliorare, non è vera meditazione, può essere concentrazione, può essere contemplazione, ma non è meditazione.
La meditazione funziona quando la mente non funziona affatto, quando la mente è assolutamente silenziosa equieta, come se fosse assente e in questa assenza della mente emerge l’essere autentico.
Giuseppe Arena