Quanto e quale olio usi per condire i tuoi piatti?

OlioL’olio è essenziale per il tuo corpo.

Ma non è vero che un tipo di olio vale l’altro. Infatti c’è una bella differenza tra l’olio ottenuto da premitura a freddo e quello ottenuto con solventi chimici.

Una differenza non solo di sapore, ma anche e soprattutto negli effetti (positivi o negativi) che può portare al tuo corpo.

Nel mio programma Energy Traning spiego in che modo gli alimenti ci aiutano a mantenere in salute il nostro corpo e come devono essere usati perché siano energetici e benefici.

Anche questo è un passo importante nella tua crescita personale: la consapevolezza che quello che mangi oggi contribuisce a costruire e trasformare il tuo corpo e la tua mente.

Quando parliamo dell’olio dobbiamo specificare che non tutti possono assumerlo nelle stesse quantità.

Ad esempio, una persona in sovrappeso, che tende a sudare o ha problemi di candida, cisti o muco non dovrebbe usarlo o, al massimo, prenderlo solo in piccole quantità.

Una persona molto magra e asciutta, che tende alla secchezza, invece, può usarne più di un cucchiaio.

Se ami usare l’olio e fino ad ora l’hai fatto senza fare molta attenzione o in modo smodato, questo articolo ti farà riflettere e ti darà utili indicazioni sul modo migliore di usarlo.

Quando si vedono residui di olio nel piatto che hai preparato o resta molto olio sul fondo della padella, vuol dire che ne hai messo troppo.

E questo non è positivo.

Infatti il troppo olio allunga i tempi di digestione, produce molte tossine, unge capelli e pelle e affatica il fegato. Lo possiamo notare nella pelle che comincia a presentare bollicine e/o brufoli.

Ricorda che molto spesso a fare la differenza non è solo l’olio che aggiungi in cottura ma anche quello che ingerisci consumando cibi particolarmente unti o fritti come patatine, focacce, crocchette, e così via.

Come puoi fare per usare meno olio?

Usa un pennello per ungere la padella, in modo che l’olio non sia mai troppo, e aggiungi spezie e un goccio d’acqua.

In questo modo la pietanza sarà gustosa grazie al contributo delle spezie e senza aver esagerato con l’olio.

Se devi condire un cereale, un’insalata o un alimento con un po’ più di olio a fine cottura usa un dosatore, un’oliera a spruzzo o un cucchiaio.

Quando devi scegliere quale olio usare, fai cadere la tua scelta su un olio biologico e ottenuto con semplice premitura a freddo. Evita assolutamente l’uso di olio di semi ottenuto con procedimenti industriali e con solventi chimici perché i residui tossici si ritrovano nell’alimento e sono particolarmente velenosi.

Lo puoi trovare nei supermercati biologici o nei negozi specializzati in prodotti naturali.

Gli olii polinsaturi come l’olio di girasole, l’olio di semi di lino e l’olio di semi di zucca sono dei veri e propri oli curativi e rappresentano una importante riserva di acidi grassi essenziali, vanno usati solo ed esclusivamente a crudo durante i pasti, come integratori.

L’olio di mais biologico è una buona alternativa al burro per la preparazione dei dolci.

Come oli da cottura sono sicuramente più salutari gli oli monoinsaturi non raffinati (ad esempio quello di oliva e di sesamo).

L’olio di sesamo lubrifica la secchezza eccessiva, è un efficace emolliente quando viene applicato sulla pelle secca ed è molto efficace contro la stitichezza.

Infine ricorda sempre che una valida alternativa all’olio può essere il ghi (burro chiarificato).

Ti auguro tutto il meglio,

Francesca Forcella Cillo

30 ago 2010

Articoli Salute

6 Commenti

  1. Man mano che si va avanti nella ricerca della propria buona e sana alimentazione si dovrebbero avere segnali dal ns organismo che ci avvisa se stiamo sbagliando qualcosa. Nel caso dei condimenti forse i segnali sono più deboli perchè si confondono nell’insieme del pasto, ciao

     
  2. Mi sa che prima o poi me lo prendo energy training ;-)

    Sapevo che per certi oli venivano ricavati con solventi. Infatti la senti la differenza non solo nel sapore ma anche per come digerisci dopo

    Complimenti per il bell’articolo Francesca.

    Un caloroso saluto

     
  3. grazie francesca per ricordarci che cosa ci stanno propinando come cibi. Stà anche a noi fare il primo passo

     
  4. Sono in accordo, c’è una bella differenza tra gli oli in base al processo di estrazione; L’estrazione con i solventi chimici, benzine e derivati degli idrocarburi, consentono di estrarre una percentuale molto maggiore, ma i residui rimangono intrappolati nell’olio rendendolo tossico qualunque sia la bontà delle olive di partenza.
    Poi c’è l’estrazione con l’alta pressione ed alta temperatura, dove non ci sono inquinanti chimici, ma le caratteristiche chimicofisiche dell’olio vengono alterate a tal punto da risultare un composto altamente tossico, inerte, povero di bionutrienti e di cattivo sapore.
    L’unico metodo di estrazione che mantiene ed esalta le proprietà nutrizionali, biochimiche, e salutari dell’olio, è l’estrazione meccanica a bassa temperatura, non superiore ai 30 gradi, la quale non permette di estrarre massivamente una alta percentuale, ma garantisce una qualità ottimale sia come bionutrienti che come sapore.
    Credo che è preferibile comprare l’olio da produttori artigianali e conosciuti, pagandolo anche il doppio del normale prezzo che troviamo dei grandi supermercati, e magari risparmiare comprando qualche capo di abbigliamento in meno, piuttosto che mettere a repentaglio la nostra salute, che a lungo andare ci toglierà tempo e comunque denaro.

     
  5. Un saluto a tutti e grazie a Francesca che ci “unge” sempre l’anima con dei articoli molto validi. Sappiamo tutti che la giusta misura ci porta verso l’equilibrio, invece l’esagerazione in una direzione o l’altra ci fa pagare un caro prezzo. Anche l’assunzione e l’utilizzo degli oli nell’alimentazione non fa eccezione dalla regola. Per chi vuole integrare le carenze in vitamina E può utilizzare l’olio di mandorle dolci spremuto al freddo e di alta qualità, 1-2 cucchiaini al giorno al digiuno. Invece per gli amanti delle insalate fresche, abbiamo cattive notizie riguardando l’eccesso di olio, anche quello d’oliva extra vergine. Siccome una volta ingerito nello stomaco si disperde sulla superficie di esso, crea un film impermeabile per le vitamine e gli enzimi contenuti nell’insalata o altre verdure, impedendone l’assorbimento. Di conseguenza tante volte le verdure fresche cominciano a fermentare e ha prolungare i tempi della digestione finche si digerisce l’olio dalle pareti dello stomaco. Per prevenire che accadesse tale evento, e meglio usare l’olio in piccole quantità ma sempre di alta qualità.
    C’e un brevetto di una certa compagnia che e riuscita ad unire l’olio d’oliva di una certa qualità (alta), ricco in acidi grassi Omega 9 agli acidi grassi Omega 3 di miglior qualità possibile risultando un ottimo prodotto che integrato nel programma salute specifico per ogni individuo in parte, riesce ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nei vasi sanguinei e da sollievo a tante persone che non riuscivano a trovare una risposta ai loro problemi. Per saperne di più scrivetemi e vi rispondero al più presto con dettagli.
    Grazie di nuovo Francesca, grazie Adriano e grazie a tutti per i vostri preziosi commenti.

     
  6. Grazie per aiudarcì a stare meglio :)

     

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