Sei sicuro di cercare la felicità nel posto giusto?
Esiste una ricetta per la felicità?
Se credi che la felicità sia quell’attimo fugace di gioia che provi dopo aver raggiunto un traguardo, quando hai ottenuto quello che desideravi da tanto tempo o dopo aver comprato una macchina nuova, beh, allora no.
Non esiste nessuna ricetta capace di darti quella felicità.
Ma se pensi che dietro l’idea e il concetto di felicità ci sia qualcosa di più profondo e qualcosa di più duraturo, allora un modo per raggiungerla c’è.
E se vuoi scoprirlo dovresti leggere questo articolo fino in fondo.
Nello sviluppo personale e soprattutto spirituale i concetti di saggezza e felicità sono come l’abc. Ma non tutti hanno ancora ben chiare le definizioni di questi termini.
Saggezza, ad esempio, è la nostra capacità di essere felici.
Ed essere felici è la base di tutto quello che facciamo.
Secondo l’insegnamento di meditazione la felicità è la nostra vera natura. Non è qualcosa che dobbiamo produrre artificiosamente o che dipende dall’esterno.
La vera felicità non è il divertimento o la gratificazione passeggera. Non dipende dal soddisfare qualche aspettativa esterna, dal manipolare gli atteggiamenti degli altri per ottenere il nostro tornaconto, dal realizzare o meno certi desideri esteriori.
E possiamo rendercene conto dalla nostra esperienza di ogni giorno.
Quante volte abbiamo proiettato la nostra felicità nelle gratificazioni passeggere, dicendo “se ottengo questo allora sarò felice”, e ci siamo accorti che la felicità di averlo ottenuto è durata poco?
Tutte le cose a cui noi attribuiamo la felicità, come la macchina nuova, il telefonino nuovo o la fidanzata nuova, si rivelano presto o tardi delle strade sbagliate. Infatti o non riusciamo a ottenerle, e questo crea rabbia e frustrazione, o riusciamo a ottenerle, ma non è come pensavamo.
Infatti, prende il sopravvento l’ansia di prenderci cura di quelle cose che abbiamo ottenuto, dobbiamo fare in modo che non ce le rubino, che non si deteriorino, se è un attività economica la dobbiamo seguire giorno dopo giorno e così via.
Questo dimostra che non c’è nessun fattore esteriore capace di darci la felicità, nessuna felicità.
Presto o tardi ci accorgiamo che la felicità che proviene dall’esterno è solo un surrogato di felicità.
E se vogliamo davvero trovare una risposta duratura alla nostra aspirazione alla felicità, dobbiamo trovare quella sorgente dentro di noi, comprendere che la felicità è uno stato della mente.
E in quanto tale può essere trovata soltanto in quello che è, solo dove esiste, cioè svelando la vera natura della nostra mente.
In che modo?
Con la pratica della meditazione.
In bocca al lupo, per tutto quello che ti sta a cuore,
Italo Cillo
03 set 2010


Ritengo che la felicità è qualcosa che viene costruita dentro di noi come tu dici Italo, infatti non tutti ci riescono, in quanto si è abituati ad avere dei riferimenti esteriori come la moda di qualcosa, oppure un riferimento ideologico ecc.
In fondo se uno nasce in un ambiente dove non gli si dà l’opportunità di coltivare il proprio stato naturale, diventa difficile intravedere la strada per riappropriarsi di tale stato.
I tibetani parlano dello stato naturale come il cristallo e lo Dzog-chen vede in questa via il frutto della saggezza eterna. E’ vero la meditazione offre uno strumento molto utile per entrare e coltivare il proprio stato naturale della mente.
A presto
Gennaro
Io medito da almeno 10 anni e credo che se non ci fosse questo grande strumento, nei momenti bui…….buone cose
IO SONO CONVINTA COME DICE ITALO CHE LA FELICITA’ E’ DENTRO OGNUNO DI NOI, BASTA CERCARLA E LA SI TROVA!!!
FELICITA’ X ME E’ X ESEMPIO: “DONARE UN SORRISO A CHI E’ TRISTE!!!”
La meditazione è un ottimo strumento che ci permette di spostare l’attenzione sempre rapita dagli stimoli esterni e riportarla al nostro interno, là dove c’è il nostro tesoro, il nostro cuore, la nostra mente, e solo lavorando sulla mente possiamo trovare la pace che ci consente di essere imperturbabili nonostante la precarietà e l’inconsistenza di ciò che accade nel mondo.
Per fare questo dobbiamo mettere la mente al servizio dello Spirito Divino che alberga in ognuno di noi, togliendola dalle grinfie dell’ego, il quale la rapì e la tenne prigioniera da tempi immemorabili.
Proprio vero… la gioia di avere un ‘giocattolino’ nuovo dura ben poco. Se non siamo capaci di trovare il bello e il buono dentro di noi, siamo facilmente preda dell’insoddisfazione. E del resto, siamo bombardati da ogni parte da stimoli ad ‘avere’ sempre di più ed ‘essere’ sempre di meno…
La felicità può essere raggiunta facendo azioni che portano migliore sopravvivenza per noi, gli altri, le altre forme di vita, l’universo fisico, etc. Non è una condizione mistica.Può essere raggiunta comportandosi bene nelle nostre azioni quotidiane e attenzione anche alle omissioni…, quando ci comportiamo male ci avviciniamo al dolore e ci allontaniamo dal bene che è piacere. Il bene ci rende felici il male porta alla infelicità, malattia e morte.
Grande Italo, come al solito hai sottolineato i concetti con chiarezza e logica, e chi ti ha visto almeno una volta in video, sa bene quanto tu sia un esempio vivente e limpido di quanto sia raggiungibile la forza della nostra potenzialità innata, di saper vivere il presente e di impegnarsi realmente per il bene altrui!
a presto
vero che i soldi non danno la felicita ma senza non si fa nulla per noi sono indispensabili ci aiutano a sentirci meglio sono come le medicine viviamo in 1 societa consumistica dove se non ai soldi sei perduto sono il simbolo della vita qualcuno puo vivere senza soldi forse si ma si dovrebbe privare di tutti i confort e vivere come gli indios o altri è molto dura con la meditazione non si mangia e non si paga le bollette è 1 modo per staccare la spina dai problemi
Sono pienamente d’accordo con quanto detto in questo articolo; la vera felicità non dipende nè dalle cose materiali che possimo acquistare con il denaro, nè dai nostri rapporti sentimentali o sociali. In definitiva come dici nell’articolo la vera felicità è solo uno stato della nostra mente il raggiungimento di questo stato di felicità dipende quasi esclusivamnetnte dal propio rapporto interiore…
Eccellente articolo!
Luigi
E’ difficile capire qual’è la propria felicità. La televisione e la radio ci bombardano di falsi miti, poi su internet trovi blog che dicono l’esatto contrario della TV. Poi c’è chi vende LA SOLUZIONE per essere felici.
Io sono convinto che BISOGNA VIVERE fermarsi e godere gli attimi di gioia e far passare in fretta gli attimi tristi. Se qualcosa non va semplicemente cambiamola, se una persona, il nostro lavoro, la città in cui viviamo ci stressa semplicemente cambiamo amici, partner, lavoro e città.
Cambia e si flessibile, prima o poi la tua felicità la trovi, ma non andare allo sbaraglio, scegli tu di volta in volta cosa fare e perché!
Non esiste l’elisir della felicità, ma esiste il tuo cuore, e se impari ad ascoltarlo saprà dirti la strade della TUA FELICITA’.
Riassumendo:
Felicità = Autostima duratura di sè.
Spett.le Italo è giusta questa associazione ? E se non fosse giusta che sfumatura di significato c’è tra autostima e felicità ?
Marco,
autostima = un ego “sano”
felicità = trascende il senso dell’ “io”
con simpatia
Italo
Ho trovato molto interessante questa citazione di Deepak Chopra ,che riguarda la felicità.
“Quando cerchiamo il denaro o una bella relazione o
un ottimo lavoro, quello che stiamo veramente cercando e’
la felicita’. L’errore che facciamo e’ quello di non andarci a
prendere prima la felicita’. Se lo facessimo, tutto il resto
sarebbe una conseguenza”
- Deepak Chopra
Quindi immagino che la felicità non dipenda dal possedere oggetti ,”Persone” o cose ,ma sia una ricerca interiore di uno stato dell”essere.
Namastè